Tutti i film del cineasta fotografo

In cerca di una piena realizzazione professionale come fotografo e filmaker, Robert Frank emigra dalla Svizzera verso gli Stai Uniti nel 1947, dove lavora a lungo come fotografo di moda per “Harper’s Bazaar” e come reporter freelance per diverse testate, girando il mondo dal Sudamerica all’Europa, dall’Egitto al Libano. A partire dagli anni Sessanta si dedica alla regia, inserendosi attivamente nel movimento della Beat Generation di Borroughs, Mailer e degli altri ribelli, stringendo amicizia con gli ‘intellettuali irregolari’ come Ginsberg, Orlovsky, Corso e, naturalmente, Kerouac, che di lui scrisse: “Robert Frank ha assorbito dall’America la sua triste poesia e ne ha fatto cinema, collocandosi tra i maggiori poeti tragici del mondo”.

In questa rassegna saranno presentati tutti i film di Frank, compreso l’invisibile e raro cult Cocksucker Blues, ritratto “politically uncorrect” dei Rolling Stones.

 

 

pull my daisyPull My Daisy
(Usa 1959, 28’, 16mm, b/n, v.o. sott.it.)

Neal Cassady, rispettabile ferroviere, aspetta per cena un vescovo e la sua famiglia. Prima, però, Greg e Allen, due amici poeti, si bevono una birra parlando di una composizione sull’Empire State Building. Con Gregory Corso, Allen Ginsberg, Peter Orlovsky. La voce fuori campo è di Jack Kerouac. Manifesto del cinema beat, adattamento del terzo atto di una pièce di Kerouac mai conclusa.

Ven 16, h. 16.00

 

 

Sin of Jesus
(Usa 1961, 40’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)

Il secondo film di Robert Frank è uno dei suoi lavori più stilizzati e ne riflette l’occhio cinematografico sempre più sofisticato. Basato su un racconto di Isaac Babel, racconta di Gesù che rifiuta la misericordia a una giovane donna, donandole invece un angelo custode che lei seduce.

Ven 16, h. 16.30

 

Ok and Here
(Usa 1963, 30’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)

Un giorno nella vita di un uomo e una donna che vivono insieme a New York. È domenica, quando vengono meno le distrazioni che impediscono alle persone di parlarsi tra loro e di riflettere.

Ven 16, h. 17.10

 

True Story
(Usa 2004/2008, 26’, HD, col., v.o. sott.it.)

Robert Frank racconta momenti della sua vita e del suo lavoro. Scene girate nelle sue case a New York e in Nuova Scozia si alternano a estratti dei suoi film, alle sue foto e a stralci di lettere scritte dal figlio Pablo.

Ven 16, h. 17.40

 

Me and My Brother

(Usa 1968, 91’, 35mm, col., v.o. sott.it.)

Primo lungometraggio di Frank. Delineando situazioni reali e immaginarie e spostandosi avanti e indietro tra colore e bianco e nero, il film descrive il mondo interiore ed esteriore di Julius, fratello di Peter Orlovsky. Il film è stato rieditato nel 1997 per la scomparsa di Allen Ginsberg.

Ven 16, h. 18.15

 

Conversations in Vermont

(Usa 1969, 26’, 16mm, b/n, v.o. sott.it.)

Robert Frank con i suoi figli Pablo e Andrea. Nel suo primo film apertamente autobiografico, segue i figli a scuola e li intervista sui loro sentimenti, sulla loro educazione e su com’è stato crescere in un mondo bohémien con artisti come genitori.

Ven 16, h. 19.45

 

Robert Frank/Danny Seymour

Cocksucker Blues

(Usa 1972, 93’, Digibeta, v.o. sott.it. )

Cocksucker Blues è un film mitico. Girato in occasione della tournée dei Rolling Stones negli Stati Uniti nel 1972, filma i suoi componenti sul palco, dietro le quinte e in situazioni intime in cui quasi nessuno vorrebbe essere filmato. Ecco perché è così raro e ne sono ammesse solo due proiezioni all’anno in tutto il mondo. Subito dopo il suo completamento, infatti, la band ne ha vietato la proiezione imponendone precisi limiti.

Ven 16, h. 20.45

 

About Me: A Musical

(Usa 1971, 35’, 16mm, b/n, v.o. sott.it.)

Nato come studio sulla musica americana indigena, Robert Frank decise invece di girare il film su se stesso. Un’attrice interpreta Frank. Esamina simbolicamente la sua vita, mettendo in discussione il bilancio personale del suo lavoro e il valore del suo contributo come fotografo.

Ven 16, h. 22.20

 

Life Raft Earth

(Usa 1969, 37’, 16mm, col., v.o. sott.it.)

Viene chiesto a Robert Frank di documentare “The Hunger Show”, il digiuno di una settimana organizzato dal Portola Institute in California. L’happening aveva lo scopo di rendere il problema della fame nel mondo e della malnutrizione una questione personale per partecipanti e osservatori.

Sab 17, h. 20.30

 

Keep Busy

(Usa 1975, 30’, 16mm, b/n, v.o. sott.it.)

Un gruppo di persone vive in un’isola al largo della Nuova Scozia. Ossessionati dagli aspetti quotidiani delle loro vite e dai cicli della natura, il gruppo è soggiogato dal guardiano del faro e dal suo messaggero, che ha accesso all’unica radio.

Sab 17, h. 21.10

 

Life Dances On

(Usa 1980, 30’, 16mm, b/n, v.o. sott.it.)

Il film più personale ed emotivo di Robert Frank, perché coinvolge direttamente la sua famiglia e gli amici intimi. Il film, infatti, è dedicato alla figlia Andrea e all’amico e collaboratore Danny Seymour, e alla loro triste perdita.

Sab 17, h. 21.40

 

Energy and How to Get It

(Usa 1981, 28’, 16mm, b/n, v.o. sott.it.)

Girato a Wendover, in Nevada, all’inizio del 1981, combina spunti documentari e situazioni immaginarie. Quello che era iniziato come documentario sull’ingegnere Robert Golka si trasforma in una parodia della forma documentaria.

Sab 17, h. 22.10

 

This Song For Jack

(Usa 1983, 30’, 16mm, b/n, v.o. sott.it.)

Il film è dedicato a Kerouac, compianto amico di Frank e collaboratore in Pull My Daisy e The Americans. Riprese cinematografiche di tipo casalingo con Allen Ginsberg, William Burroughs, John Clellon Holmes, Gregory Corso, Herbert Huncke, Michael McClure, Edie Kerouac, Carl Solomon, Ken Kesey e altri.

Dom 18, h. 16.00

 

Home Improvements

(Usa 1985, 30’, HD, col., v.o. sott.it.)

Primo progetto video di Robert Frank. Diario semplice e toccante di eventi consequenziali, sul rapporto tra la sua vita di artista e la sua vita personale, e come siano inevitabilmente intrecciate. Girato in economia tra New York e la Nuova Scozia e nello spazio mentale tra questi due mondi opposti.

Dom 18, h. 16.30

 

Fire in the East

(Usa 1982, 28’, video, col., v.o. sott.it.)

Autoritratto di Robert Frank su quarant’anni di vita, film e fotografia. Molte le interviste con le persone con cui ha lavorato, come Allen Ginsberg, Emile de Antonio, Jonas Mekas e Rudy Wurlitzer.

Dom 18, h. 17.00

 

Flamingo

(Usa 1996, 10’, HD, b/n, v.o. sott.it.)

Il diario poetico di Frank che racconta la costruzione della sua casa in una remota area di Cape Breton, in Nuova Scozia, e descrive silenziosamente la necessità di continuare a lavorare di fronte alla natura e al tempo.

Dom 18, h. 17.30

 

I Remember

(Usa 1963, 7’, HD, col., v.o. sott.it.)

Affascinante ricostruzione della sua visita alla casa di Alfred Stieglitz. Il cast comprende June Leaf nei panni di Georgia O’Keeffe, l’artista Jerome Sother nel ruolo di Robert Frank e lo stesso Frank nel ruolo di Stieglitz.

Dom 18, h. 17.40

 

Tunnel

(Usa 2005, 5’, HD, col., v.o. sott.it.)

Film su commissione realizzato in Svizzera in occasione del raggiungimento del punto mediano nella costruzione del tunnel del Lotschberg nel 2005.

Dom 18, h. 17.50

 

Hunter

(Usa 1989, 36’, 16mm, col., v.o. sott.it.)

Nelle parole di Robert Frank, il film racconta “di un uomo il cui destino è non trovare una destinazione. Un uomo che teme di non trovare mai ciò che la sua immaginazione lo costringe a cercare, un viaggiatore mistico che si muove in treno e in auto”.

Dom 18, h.18.15

 

C’est vrai

(Usa 1990, 60’, HD, col., v.o. sott.it.)

Viaggio di un’ora attraverso la parte più a est di New York, prodotto in video per la televisione francese senza modificare la narrazione. Presenta una sorprendente giustapposizione di finzione sceneggiata che sembra essere tratta dalla vita reale e dalla documentazione improvvisata che si sovrappone alla storia quando arriva Peter Orlovsky per affrontare il regista.

Dom 18, h.18.50

 

The Present

(Usa 1996, 27’, HD, col., v.o. sott.it.)

Oggetti semplici, fotografie ed eventi spingono Frank a riflettere su se stesso. Dalle sue case a New York e in Nuova Scozia e alle visite agli amici, l’artista contempla le sue relazioni, l’anniversario della morte della figlia, la malattia mentale di suo figlio e il suo lavoro.

Dom 18, h. 19.50

 

The Last Supper

(Usa 1992, 52’, 16mm, col., v.o. sott.it.)

In un locale vuoto ad Harlem, un gruppo elitario di newyorkesi si prepara per una festa in onore di uno scrittore che non si presenta mai. Gli abitanti del quartiere osservano queste persone, ossessionate dall’identità, dallo status e dal successo.

Dom 18, h. 20.30

 

Sanyu

(Usa 2000, 27’, 35mm, col., v.o. sott.it.)

Ritratto di Sanyu (1901-1964), importante artista cinese amico di Robert Frank. Morì nell’anonimato a Parigi. Frank crea un requiem che include una cronaca del suo viaggio a Taipei per partecipare all’asta di Sotheby’s dei dipinti che Sanyu ha lasciato.

Dom 18, h. 21.30

 

Paper Route

(Usa 2002, 30’, Hd, col., v.o. sott.it.)

L’artista si unisce a Robert MacMillan in una mattina d’inverno, prima dell’alba, e lo accompagna nel suo itinerario quotidiano per consegnare i giornali alle città della comunità rurale della Nuova Scozia.

Dom 18, h.22.00

 

Harry Smith at the Breslin Hotel

(Usa 1986/2017, 11’, HD, col., v.o. sott.it.)

Nel 1984, dopo aver appreso che il suo amico Harry Smith era stato sfrattato dal Breslin Hotel di New York, Allen Ginsberg incoraggiò Robert Frank a documentare il trasloco in video. Il risultato è un toccante e unico incontro tra due artisti iconoclasti. Il film è rimasto inedito fino al 2017, quando Laura Israel ne ha restaurato i materiali.

Dom 18, h. 22.30

 

Fernando

(Usa 2008, 12’, Hd, col., v.o. sott.it.)

Un omaggio all’amico di lunga data di Fernando, artista svizzero scomparso.

Dom 18, h. 22.45

 

Laura Israel

Robert Frank – Don’t Blink

(Usa/Canada/Francia 2015, 82’, video, col., v.o. sott. it.)

Con le sue opere Robert Frank ha rivoluzionato i canoni della fotografia e del cinema indipendente, ritraendo la vera essenza degli Stati Uniti, documentando, fra gli altri, la Beat Generation e la carriera dei Rolling Stones, ed esplorando i legami familiari e l’amicizia, la memoria e la perdita.
Robert Frank, che si è raramente concesso a interviste, accetta qui di essere ripreso dalla videocamera di Laura Israel, sua fidata collaboratrice, e si presenta con onestà e sincerità, scendendo nel suo io più solitario e nascosto.

Mar 20, h. 16.00