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Filmmakers torinesi d’inizio millennio

Che dagli anni ’80 Torino abbia rappresentato per il cinema indipendente e d’autore, italiano e non, un laboratorio importantissimo e cruciale di idee e talenti, in parecchi casi, già oggetto di riflessioni e retrospettive è cosa nota.
Molto meno indagata risulta, finora, la nuova generazione, non solo anagrafica, di filmmaker che, a cavallo del primo decennio degli anni Duemila, affiancandosi e, spesso, sostituendosi alla precedente, ha saputo guadagnarsi in poco tempo stima e rispetto nazionale e internazionale. Autrici e autori che, grazie anche al sostegno fornito in quegli anni dalla neonata Film Commission Torino Piemonte, hanno riacceso, con qualità e voglia di sperimentare nuove estetiche e tematiche, i riflettori su un fermento collettivo che, a quel punto, pareva destinato ad un definitivo consolidamento anche professionale. Questa ampia rassegna, attraverso i lavori di una ventina di registi, intende aprire un discorso critico su quel breve, intenso, irripetibile periodo creativo. L’onda anomala a cura di Claudio Paletto, è un progetto di Streeen-Lab Aps, streeen.org e Museo Nazionale del Cinema.

In contemporanea alle proiezioni, i film saranno disponibili on demand in tutta Italia sulla piattaforma Streeen.org, con l’esclusione di Torino, dove vi aspettiamo in sala.

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Rossella Schillaci
Ghetto PSA
(Italia 2016, 15’, col.)

Jacob è arrivato in Italia dalla Guinea francese quando aveva 11 anni, orfano dei genitori. Oggi ne ha 27, l’hip hop è il suo mondo, la sua personale valvola di sfogo per esprimere sogni, speranze e frustrazioni, per non sentirsi più parte del “ghetto”. Di giorno, insieme ai ragazzi del suo gruppo “Ghetto PSA”, scrive canzoni e fa musica, mentre di notte lavora come educatore in un centro per richiedenti asilo.

Ven 3, h. 21.00

 

Manuele Cecconello
Cuban Experimental Winter
(Italia 2007, 18’, col.)

Videodiario girato durante la permanenza a Cuba del regista Cecconello, in occasione della sua mostra personale al Festival del Cinema Latinoamericano di l’Havana nel 2007.

Ven 3, h. 21.15

 

Mirko Capozzoli
Fate la storia senza di me
(Italia 2010, 52’, col.)

Albertino Bonvicini e le sue vicende. Finito prima in un orfanotrofio, il ragazzo verrà in seguito rinchiuso in un istituto psichiatrico. Una volta fuori si farà coinvolgere nei movimenti politici del ’68 e del ’77, e nella lotta armata per poi finire nella spirale della tossicodipendenza, arrivando a sperimentare il carcere e, infine, la piaga dell’AIDS. Le riflessioni tratte dal suo diario privato ci permettono di ripercorrere la vita di Albertino e trent’anni di storia italiana.

Ven 3, h. 21.40

 

Alessandro Castelletto
Righi, liberante
(Italia 2009, 5’, col.)

Johnson Righeira, al secolo Stefano Righi, diventato famoso insieme al “fratello” Michael con il celebre duo musicale Righeira negli anni’80, fu incarcerato a Padova nel 1993 in seguito a una maxi retata della polizia. L’accusa a suo carico era di uso e spaccio di droga e fu tenuto in custodia cautelare per cinque mesi. Episodio del film collettivo Walls and Borders.

Mar 21, h. 15.30

 

Monica Affatato, Luciano D’onofrio, Veet Sandeh
Metamorfosi
(Italia 2005, 34’, col.)

Biopic su Veeth Sandeh, figura che unisce in sé attivismo politico transessuale e spiritualità, meditazione e ricerca deliberata dell’eccesso. L’idea del film nasce dal desiderio della protagonista di raccontarsi e dall’incontro nel 2005 con i registi che decidono di raccontare la sua storia. Sandeh nasce a Catania nel 1964 ma all’età di 15 anni viene cacciata di casa dal patrigno per il suo modo “troppo femminile” di vestirsi. Si trasferisce a Torino e inizia a lavorare per la Fiat fino a quando viene licenziata perché si presenta in abiti femminili. Inizia un percorso di prostituzione e tossicodipendenza che non le impedisce di essere tra le fondatrici nel 1982, a 18 anni, del MIT, Movimento Italiano Transessuali.

Mar 21, h. 15.35

 

Marilena Moretti
Dal basso dei cieli
(Italia 2009, 58’, col.)

Nei suoi settant’anni di vita Peppo Parolini è stato artista, eroinomane, amico di famosi jazzisti, icona dell’underground torinese…Uno spirito libero, un irregolare cronico, un irriducibile alla normalità. E un grande affabulatore, una miniera inesauribile di storie. Nel documentario Peppo si racconta. E insieme racconta mondi, squarci di utopie e dannazioni, una lunga cavalcata che parte dagli anni ’50 e ’60 e si conclude oggi.

Mar 21, h. 16.15