Tags

Condividi

Icaros: A Vision

Un film alle radici dell’animo umano, tra sciamani e hayauasca

56-ICAROSSTILLS

“Un film sulla paura e la liberazione dalla paura; la paura della malattia e della morte, ma anche il timore di vivere la vita. È una storia sulla possibilità di superare queste paure – che è ciò per cui la pianta amazzonica ayahuasca è un efficace rimedio.
Incentrato sulle cerimonie notturne caratteristiche dei ritiri sciamanici, Icaros si rivela nella penombra, reimplicando il viaggio sciamanico. Il film mescola realtà e finzione. Ambientato in un centro di guarigione Icaros mette insieme veri sciamani e non-attori indigeni della comunità Shipibo, con attori professionisti nella parte dei turisti. Aspetti del film sono basati su vere esperienze della co-regista Leonor Caraballo. Diagnosticatole con un tumore terminale prima dell’inizio delle riprese, ha dedicato al progetto anima e corpo, tristemente spegnendosi prima di poter vedere l’opera finita. Il film è ispirato dalla convinzione che riconoscere il valore delle piante della sapienza indigena è l’unico modo per cambiare il futuro pregiudicato dell’Amazzonia, anch’essa un paziente in fin di vita. Si stima che nei prossimi 20 anni massicci appezzamenti saranno deforestati per produrre quantitativi di petrolio sufficienti a dissetare la domanda degli Stati Uniti solo per circa due settimane.
Le donne e gli uomini che custodiscono la conoscenza sugli usi delle infinite piante medicinali faticano a trovare l’interesse per trasmettere queste pratiche alle nuove generazioni. Pertanto l’intenzione del film è porre attenzione sul lavoro la vita e la saviezza del popolo Shipibo.
La storia si svolge a Iquitos, la stessa città dove Werner Herzog girò Fitzcarraldo più di 30 anni fa, e l’hotel Casa Fitzcarraldo ospita una scena chiave nel film”.

Tra gli interpreti Filippo Timi

 

Leonor Caraballo e Matteo Norzi
Icaros: A Vision
(Perù/Usa 2016, 91′, col.)
Alla ricerca di un miracolo, Angelina arriva in un centro di cura nella selva amazzonica peruviana, dove sciamani somministrano ayahuasca a un gruppo di psiconauti stranieri alla scoperta di trascendenza, empatia e i segreti dell’esistenza. Trasformata per sempre dalle esperienze con la leggendaria pianta psichedelica, Angelina forgia un legame con Arturo, giovane sciamano indigeno che sta perdendo la vista. Nei loro viaggi allucinogeni, insieme raggiungono un diverso senso del loro destino. Angelina impara ad accettare le sue paure, mentre Arturo si rende conto che sarà in grado di vedere nell’oscurità intonando i mitici canti curativi, gli icaros.
Lunedi 21 maggio, h. 21.00 – Massimo Due