Il cinema di Carlos Reygadas

Scoperto dal Festival di Cannes nel 2002, Carlos Reygadas è un autore che ama lavorare sui sentimenti forti, che suscitino reazioni controverse nello spettatore. Per lui il paesaggio e il sesso sono gli elementi che maggiormente influenzano l’uomo e che, quindi, rientrano nella sua visione della vita disincantata e talvolta estrema. “Amo Ejzenstejn e il suo utilizzo della musica – dice il regista –, Ozu per il particolare che diviene universale, Dreyer (soprattutto i suoi ultimi film) per il modo in cui usa la luce, alcuni film di Abel Ferrara, i film degli anni ‘50-‘60 dello spagnolo Luis Garcia Berlanga, Antonioni, Kiarostami prima del digitale, i film del dopoguerra di Rossellini”.

 

 

Battaglia nel cielo (Batalla en el cielo)
(Messico/Belgio/Francia 2005, 95’, video, col., v.o. sott.it.)

Marcos, autista di un generale, rapisce con l’aiuto della moglie un bambino che muore accidentalmente. Ana, la figlia del generale, si prostituisce per suo piacere personale. Marcos e Ana hanno occasionali congressi carnali. Lui le racconta ciò che ha fatto. Poi si unisce ai pellegrini di Nostra Signora di Guadalupe, dove si compirà il suo destino. Stile visionario e spiazzante, ha fatto scandalo al festival di Cannes.

Ven 11, h. 18.00
Dom 27, h. 18.45

 

Nuestro tiempo
(Messico/Francia/Germania 2018, 173’, DCP, col., v.o. sott.it.)

La storia di una crisi sentimentale per la coppia formata da Juan, un poeta messicano di grande successo, e sua moglie Esther, donna forte e indipendente, che gestisce il loro ranch di tori da combattimento. I due protagonisti sono interpretati rispettivamente da Carlos Reygadas e dalla sua compagna Natalia López.

Ven 11, h. 20.00
Sab 26, h. 20.00

 

Post Tenebras Lux
(Messico/Francia/Germania 2012, 117’, HD, col., v.o. sott.it.)

Juan, sua moglie Olivia e i loro due figli piccoli hanno lasciato Città del Messico per andare a viver in campagna. Hanno però gravi problemi di convivenza e lui, in particolare, è incapace di controllare una forma di violenza che esercita su uno dei suoi cani. Il rapporto della coppia con la realtà di campagna non è dei migliori. L’integrazione è difficile e lo diviene ancora di più quando Juan scopre, del tutto casualmente, che una persona di cui si fidava sta per svaligiargli la casa.

Dom 13, h. 16.00
Mar 29, h. 17.45

 

Stellet Licht
(Messico/Olanda/Francia 2007, 142’, 35mm, col., v.o. sott.it.)

I Mennoniti costituiscono una comunità di ispirazione religiosa che vive nel nord del Messico. Ritengono che il battesimo sia una scelta che va compiuta da adulti, sono legati a un pacifismo di impronta radicale e, pur accettando le auto e la medicina moderna, rifiutano i mezzi di comunicazione di massa. Il film di Reygadas narra le vicende di uno di loro, Johan che, sposato e padre di famiglia, si innamora di un’altra donna.

Sab 19, h. 20.30
Dom 27, h. 16.00

 

Japón
(Messico/Spagna 2002, 129’, 35mm, col., v.o. sott.it.)

Un uomo di città, cinico e disilluso, si allontana dalla metropoli per prepararsi alla morte. Trova alloggio presso una vecchia meticcia che abita da sola in un canyon desolato. Sprofondato nella natura vertiginosa e selvaggia, messo di fronte all’infinita umanità della sua locatrice, l’uomo oscilla fra crudeltà e lirismo. Si risveglia in lui l’ebbrezza dei sensi, il desiderio di vita e di cruda sessualità. La storia di una redenzione, fra rinascita esistenziale e slancio spirituale. Premiato come miglior opera prima a Cannes nel 2002.

Dom 20, h. 20.30
Ven 25, h. 17.45