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Ombre rosse. Il cinema del ’68

“Ombre rosse. Il cinema del ’68”, idealmente inaugurato in occasione del Salone del Libro con la proiezione alla Mole Antonelliana di The Dreamers e di Partner di Bernardo Bertolucci (mentre al Massimo passa il bel documentario sul ’68 di Giuseppe Bertolucci) prova a ricostruire un “archivio della memoria” mettendo insieme le visioni dei maestri, la rivoluzione del linguaggio, la sperimentazione, la sovversione quotidiana che si insinua nelle produzioni “commerciali”; la controinformazione militante, i film rock.

In principio era il cinema. Poi venne il ’68, che compone le grandi manifestazioni del Maggio francese citando esplicitamente La Cinese girato da Jean-Luc Godard l’anno precedente: due gesti viventi di “pop art” tradotta in azione sovversiva del linguaggio e dell’equilibrio sociale. Insieme, il cinema e il ’68 procedono fianco a fianco – stretti come ci si teneva nelle manifestazioni – discutendo, scontrandosi, avanzando e impelagandosi in una dialettica da “compagni di strada”. Del resto, il ’68, quello nelle strade e nelle università, viene fatto da veri e propri “enfants du cinéma”. Come Jean-Pierre Léaud (autoritratto cinematografico di una generazione) che, adottato dal cinema di Truffaut a quindici anni per I 400 colpi, compiuti i ventitrè viene ora spedito da Godard ad arruolarsi nel gruppuscolo maoista della Cinese. O come Marco Bellocchio e Lou Castel (questa volta nella realtà – se pure c’è differenza…), che da ribelli coi “pugni in tasca” fin dal 1965, si inebriano quattro anni dopo nel fervore marxista-leninista. “Enfant du cinéma” lo era un’intera generazione, l’unica che ha avuto la fortuna di vedere sui grandi schermi tutta la storia del cinema “in diretta”. Chaplin e Dreyer girano nel 1964 La contessa di Hong Kong e Gertrud, John Ford Missione in Manciuria nel 1967; Hitchcock, Bunuel, Bergman, Fellini, Visconti, Pasolini, Antonioni, Kurosawa, Jacques Tati, sono in piena maturità creativa; nelle sale d’essai si inseguono coetanei e fratelli maggiori: le “nuove ondate” europee, sudamericane, giapponesi, Morgan matto da legare, Miklos Jancso, Glauber Rocha; Bernardo Bertolucci, Marco Ferreri, i Taviani; mentre nei cinema di periferia si vanno a cercare i western di Peckinpah e Sergio Leone, Jerry Lewis, Hollywood Party, la metafora sovversiva di Romero in La notte dei morti viventi, le distopie del Pianeta delle scimmie; un manifesto della controcultura come Easy Rider e, soprattutto, 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, la vera opera d’arte totale del ’68.
Con il cinema Massimo saranno coinvolti (con filologico ritorno alle origini) Slow Cinema a Torino e in Regione, spazi alternativi come Il Piccolo Cinema, Polo del 900, Galleria d’Arte Moderna, Mediateca RAI, ecc. Un programma con lacune quasi imperdonabili, come Festa per compleanno del caro amico Harold di William Friedkin, forse il primo film a tematica omosessuale uscito nei grandi circuiti commerciali; e per ora 2001, in attesa di riedizione.

Il programma, curato da Sergio Toffetti, Stefano Boni, Annamaria Licciardello, Grazia Paganelli, Elena Testa, è stato realizzato grazie all’impegno di Museo Nazionale del Cinema, Archivio Nazionale Cinema d’Impresa, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Rai Teche.

(SergioToffetti)

Dennis Hopper
Easy Rider
(Usa 1969, 94’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Wyatt e Bill (Petere Fonda e Dennis Hopper, entrambi anche sceneggiatori del film), dopo aver trasportato un quantitativo ingente di droga dal Messico agli Stati Uniti, acquistano due chopper e partono dalla California alla volta del carnevale di New Orleans.  Il loro è il sogno americano su due ruote, è un viaggio di libertà attraverso uno dei luoghi più affascinanti della terra.
Lun 14, h. 17.30 – Mole Antonelliana. Ingresso con biglietto Museo del Cinema

 

Jean-Luc Godard
La cinese (La Chinoise)
(Francia 1967, 96’, Hd, col., v.o. sott.it.)
Un gruppo di giovani, in assenza dei genitori, si sforza di applicare concretamente la dottrina maoista. Véronique progetta l’uccisione di un ministro russo di passaggio nella capitale francese: la porterà a termine nonostante la defezione di un compagno pacifista. Ciò che Godard fece dire e scrivere ai personaggi di questo film sarà detto e scritto dai ragazzi europei poco tempo dopo.
Mar 15, h. 20.30

 

AA.VV.
Lontano dal Vietnam
(Loin du Viet-Nam)
(Francia 1967, 115’, video, b/n, v.o. sott.it.)
Film collettivo per protestare contro la guerra in Vietnam, firmato da Jean-Luc Godard, Joris Ivens, Agnés Varda, Alain Resnais, William Klein, Claude Lelouch, sotto la supervisione di Chris Marker. Politico e militante, composto da undici sequenze, tra cui Bomb Hanoi!, A Parade Is a Parade, Johnson piange, Victor Charlie, Why We Fight, Fidel Castro
Mar 16, h. 16.00


Rainer Werner Fassbinder
Il fabbricante di gattini (Katzelmacher)
(Germania 1969, 88’, Digibeta, col., v.o. sott.it.)
Marie è la donna di Erich, Paul va a letto con Helga, Peter si fa mantenere da Elysabeth e Rosy si intrattiene con Franz per denaro. Rapporti di sfruttamento e reciproca aggressività che diventano ancora più crudeli quando nel gruppo compare l’immigrato greco Jorgos, che diventa subito l’oggetto di contesa tra uomini e donne.
Mer 16, h. 18.00/Lun 21, h. 18.00

 

Jean-Marie Straub
Il fidanzato, l’attrice e il ruffiano (Der Bräutigam, die Komödiantin und der Zuhälter)
(Germania 1968, 23’, DCP, b/n, v.o. sott.it.)
In cinque brevi segmenti, i tre personaggi del titolo incrociano le proprie vite sia sulla scena che nella “realtà”. Straub rielabora la pièce Krankheit der Jügend di Ferdinand Bruckner e tre poesie di Juan de la Cruz.
Mer 16, h. 19.30/Lun 21, h. 19.30

 

Marco Bellocchio
I pugni in tasca
(Italia 1965, 105’, DCP, b/n)
Quattro fratelli vivono in una grande villa di famiglia sulle colline del Piacentino con la madre cieca. Augusto, il maggiore, è l’unico ad avere un lavoro. Giulia ne è morbosamente innamorata. Gli altri due sono Leone, affetto da ritardo mentale e Ale, dal carattere nevrotico e solitario. Sarà quest’ultimo a far saltare i già precari equilibri familiari. L’esordio di Bellocchio è un atto di ribellione contro tutte le convenzioni morali, religiose e borghesi.
Mer 16, h. 20.30/Dom 20, h. 18.30

 

Karel Reisz
Morgan matto da legare (Morgan – A Suitable Case for Treatment)
(Gran Bretagna 1966, 97’, video, v.o. sott.it.)
Morgan, un giovane pittore irriducibilmente “bohémien”, non ammettendo che la ex-moglie possa risposarsi, lotta con ogni arma pur di riconquistarla. Ma le sue mattane lo porteranno in manicomio. Commedia strampalata in cui si rappresenta la crisi degli “arrabbiati”.
Ven 18, h. 16.00, Mer 23, h. 18.15


Glauber Rocha
Antonio das Mortes
(Brasile 1969, 106’, video, col., v.o. sott.it.)
In un villaggio del sertao, la zona desertica povera ed esplosiva del nord-est brasiliano, una banda di contadini affamati si ribella al padrone. Questi chiama un killer di professione per soffocare la rivolta, Antonio das Mortes, ma l’uomo, dopo aver ferito in un duello il capo dei rivoltosi, prende coscienza della realtà e decide di schierarsi dalla parte dei contadini. Premio per la regia a Cannes.
Ven 18. h. 18.00, Dom 20, h. 20.30

 

John Cassavetes
Volti (Faces)
(Usa 1968, 130’, Hd, b/n, v.o. sott.it.)
Dopo quattordici anni, il matrimonio tra Maria e Richard Forst sembra arrivato alla fine. Lui passa una serata con una prostituta, si fa ospitare in casa sua, ma al risveglio tutto si rivela sgradevole. Lei va a ballare con delle amiche e finisce per rimorchiare uno sconosciuto. La mattina dopo Maria e Richard si ritrovano e i loro problemi sono ancora intatti…
Ven 18, h. 20.30/Dom 20, h. 16.00

 

François Truffaut
Baci rubati (Baisers volés)
(Francia 1968, 91’ Hd, col., v.o. sott.it.)
Congedato dall’esercito, il ventenne Antoine Doinel cerca di ricostruire il rapporto con la vecchia fidanzata, Christine, senza riuscirci. Trova lavoro come investigatore privato e, tra un pedinamento e l’altro, riesce a dare un senso alla sua ricerca di stabilità interiore. Diretto nei giorni della contestazione studentesca del ’68 e della destituzione di Henry Langlois, direttore della Cinémathèque Française, a cui il film è dedicato.
Lun 21, h. 16.00/Mar 22, h. 20.30

 

Blake Edwards
Hollywood Party
(Usa 1968, 99’, Hd, col., v.o. sott.it.)
L’attore indiano Hrundi V. Baksh, assunto come comparsa in un film, si dimostra talmente maldestro da distruggere il set. Viene cacciato ma, per sbaglio, la sera stessa viene invitato a un party nella villa del produttore. Con le sue gaffe a raffica, che provocano disastri, che a loro volta provocano altre gaffe, semina scompiglio dappertutto.
Mer 22, h. 16.00/Dom 27, h. 18.00

 

Mike Nichols
Il laureato (The Graduate)
(Usa 1967, 105’, Hd, col., v.o. sott.it.)
Un neolaureato californiano in crisi d’identità diventa l’amante di una nevrotica signora, amica di famiglia, ma poi s’innamora di sua figlia. Il manifesto incontrastato del malessere giovanile di una generazione, intenzionata a rifiutare la comodità dei valori e dei compromessi borghesi.
Mar 22, h. 18.00/Sab 26, h. 18.00

 

Franklin J. Schaffner
Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes)
(Usa 1968, 112’, Hd, col., v.o. sott.it.)
Dopo diciotto mesi di viaggio, una navicella spaziale inviata dalla NASA atterra in un pianeta sconosciuto. Gli astronauti si mettono alla ricerca di forme di vita e faranno una sconvolgente scoperta: in questo mondo le scimmie comandano sugli uomini.
Mer 23, h. 16.00/Dom 27, h. 20.30

 

Albert e David Maysles/Charlotte Zwerin
Gimme Shelter
(Usa 1970, 91’, video, col., v.o. sott.it.)
Resoconto di un concerto, che nel 1969, i Rolling Stones offrirono gratuitamente ad Altamont, in California, davanti ad una folla di 300 mila persone. Tra il pubblico quella sera accaddero fenomeni impressionanti. Fra una canzone e l’altra, gli spettatori si drogano, si spogliano, si prendono a botte. Gli Hell’s Angels, improvvisatisi tutori dell’ordine, contribuiscono ad aggravare la tensione.
Ven 25, h. 16.00

 

George A. Romero
La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead)
(Usa 1968, 96’, Hd, b/n, v.o. sott.it.)
Misteriose radiazioni emesse da una sonda spaziale rientrata dal pianeta Venere, creano strani effetti. In una cittadina della Pennsylvania i morti non ancora seppelliti resuscitano e divengono mostri assetati di sangue e di carne umana.
Sab 26, h. 20.30

 

Ray Manzarek
The Doors: Live at the Bowl ‘68
(Usa 2012, 135’, Hd, col.)
La versione integrale del concerto The Doors Live At The Bowl ’68, che si tenne a Los Angeles il 5 luglio 1968. Nell’incipit un’intervista a Ray Manzarek, John Densmore e Robby Krieger, insieme al produttore Paul Rothschild e a due dei Chambers Brothers, la band che aveva fatto da spalla con gli Steppenwolf.
Lun 28, h. 16.00

 

Roman Polanski
Rosemary’s Baby
(Usa 1968, 136’, Hd, col., v.o. sott.it.)
Rosemary e Guy Woodhouse si sono appena trasferiti in un nuovo appartamento. L’attore Guy sta ottenendo un buon successo e Rosemary aspetta un bambino. Ma l’attesa non è facile, perché Rosemary inizia ad avere strane sensazioni, e quando una ragazza del condominio si suicida, comincia ad essere al centro di grandi attenzioni da parte di strani individui.
Lun 28, h. 20.30/Mer 30, h. 18.00