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Anteprima de La mia casa e i miei inquilini. Il lungo viaggio di Joyce Lussu di Marcella Piccinini

La nuova stagione culturale dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) inaugura con la proiezione, in anteprima regionale, del documentario La mia casa e i miei inquilini. Il lungo viaggio di Joyce Lussu di Marcella Piccini. Il film, premiato in numerosi festival, tra cui il Bellaria Film Festival e il Premio Libero Bizzarri, è incentrato sulla poliedrica figura di Joyce Lussu: poetessa, traduttrice, scrittrice, nonché medaglia d’argento al valor militare per la sua importante attività durante la Resistenza e moglie dello scrittore Emilio Lussu.

Partendo da una celebre intervista realizzata nel 1994 da Marco Bellocchio e Daniela Ceselli, la regista costruisce un percorso fatto di testimonianze, materiale d’archivio, riflessioni incentrate sulla Lussu che assurge a emblema novecentesco di quell’Italia che non resta passiva davanti al potere fascista. Alla serata interverrà la regista, Marcella Piccinini, autrice di numerosi cortometraggi – tra cui La luna di Kiev e Mondo Capovolto – e collaboratrice di Bellocchio come costumista e scenografa per Sorelle Mai; modera l’incontro Marco Mastino, Vice Presidente dell’AMNC.

Nata Gioconda Beatrice Salvadori Paleotti a Firenze, nel 1912, Joyce Lussu vive l’infanzia a Fermo, dove insegna il padre, per poi trasferirsi con la famiglia dichiaratamente anti-fascista, nel 1925 vicino a Losanna, pur mantenendo continui rapporti con l’Italia. Qui, la giovane Joyce viene a contatto con un ambiente fortemente cosmopolita perfezionando la conoscenza della lingua inglese alla quale affianca il francese e il tedesco. Dopo il diploma conseguito nelle Marche, territorio al quale rimase sempre legatissima, si reca in Germania per seguire le lezioni del filosofo Karl Jaspers ad Heidelberg, ma i primi segnali del nazismo la fanno spostare dapprima a Parigi, dove si laurea in lettere alla Sorbonne e in seguito a Lisbona per una seconda laurea in filologia.

Nel 1934 Joyce Lussu sposa Aldo Belluigi, un possidente marchigiano, con il quale compie numerosi viaggi in Africa, esperienza che influenzerà molto le sue idee di libertà e di lotta contro il potere totalitario come quello esercitato dai colonialisti. Il matrimonio con Belluigi dura solo due anni e Joyce inizia nello stesso periodo a scrivere e pubblicare le prime liriche incoraggiata da Benedetto Croce (Liriche, 1939).

Nel 1938, dopo essere entrata, assieme al fratello Max, nel movimento Giustizia e Libertà fondato da Carlo Rosselli, conosce Emilio Lussu che da allora diventerà il suo compagno di vita. La coppia vive il fascismo e la guerra nella clandestinità compiendo numerose azioni tra Francia, Svizzera, Inghilterra e Italia per le quali, nel dopoguerra, le verrà assegnata la medaglia d’argento al valor militare (Fronti e frontiere, 1944).

Promotrice dell’Unione Donne Italiane, membro sul finire degli anni ’40 del Partito Socialista Italiano, Joyce Lussu preferisce proseguire la sua lotta politica in modo indipendente, concentrandosi soprattutto sulla scrittura, proponendo, oltre ai suoi scritti, anche traduzioni di autori non occidentali come il poeta turco Nazim Hikmet (Tradurre poesia, 1967). Grazie alla sua visione sempre originale e attenta, la Lussu già negli anni ’60 si interessa alla questione curda compiendo numerosi viaggi in Kurdistan e rivelandosi tra le prime persone in grado di dare diffusione a un problema socio-politico ancora purtroppo irrisolto (Portrait, 1989). Assieme a uno spiccato interesse terzomondista, la poetessa affianca una ricerca verso le tradizioni in via di sparizione per via della massiccia industrializzazione, cercando di salvare e rendere accessibili figure come le “sibille”, le “streghe” e le “maghe”, dedicandosi, inoltre, a raccontare le Marche (fra tutti Il libro delle streghe, 1990).

Figura decisamente sui generis e poco ascrivibile in un preciso movimento, Joyce Lussu, spentasi a Roma nel 1998, ha sempre preferito fuggire incarichi istituzionali, lavorando soprattutto nelle scuole con percorsi che intrecciavano storia, poesia, letteratura e impegno politico

Lunedì 17 settembre, h 20,45 – Ingresso euro 4,00