Riscoprire il cinema

Qualche anno fa Gianni Volpi, non solo critico di rara intelligenza ma grande “passeur” di cultura cinematografica alle giovani generazioni, pubblicò il libro dal titolo significativo I film da vedere a vent’anni. Il libro partiva dall’idea che il cinema abbia ancora un suo valore e una sua funzione non esclusivamente spettacolare, soprattutto per quel pubblico di adolescenti o poco più che ormai fruisce il cinema in spazi diversi dalla sala cinematografica. Una generazione per la quale il cinema sembra aver perso quella funzione di veicolo di scoperta del mondo come era stato per quelle precedenti. Ma il cinema ci può ancora aiutare a vivere meglio e accompagnare nel capire ciò che ci sta intorno. Per questo tra le centinaia di film che Gianni Volpi suggeriva di vedere a vent’anni, ne abbiamo scelti dieci che vorremmo aiutassero i più giovani, e non solo, a (ri)scoprire nel cinema la più bella delle finestre aperte sul mondo.

A cura di Aiace Torino e Sotto18 Film Festival & Campus, in collaborazione con DAMS e Scienze della Comunicazione (Università degli Studi di Torino).

 

John Ford
Furore (The Grapes of Wrath)
(Usa 1940, 129’, HD, b/n, v.o. sott.it.)

Legato a un’idea jeffersoniana di democrazia contadina, Furore è il contributo di John Ford sulla Grande Crisi e sul New Deal, forse il più vicino all’attualità sociale. Attraverso la migrazione biblica della famiglia Joad, dall’Oklahoma alla California, espropriata dei propri terreni dalle banche, perseguitata dagli affaristi e dai provocatori al loro soldo, Ford riafferma la fedeltà ai propri principi e ai propri valori. Che s’incarnano nella faccia onesta e contadina di Henry Fonda, la parte migliore dell’America.

Mar 6, h. 18.00 – Ingresso gratuito riservato ai soci AIACE

 

Steno
Totò a colori
(Italia 1952, 95’, HD, col.)

“Erede dei buffi acrobatici della vecchia rivista, Totò porta sullo schermo i suoi sketch più celebri e una sorta di pieghevole antologia è quella di Totò a colori, summa del Totò di quegli anni e della sua libertà, destinata a restare tra i piccoli classici del cinema. Totò si scatena in rutilanti e aggressive variazioni, aiutato da una capacità di improvvisazione infinita e da un fisico terremotato che piega a burattinesche e surreali movenze. Il Totò maschera è alla fine assai più grande e umano del Totò personaggio”. (Goffredo Fofi).

Mar 13, h. 18.00 – Ingresso gratuito riservato ai soci AIACE

 

Federico Fellini
La dolce vita

(Italia/Francia 1960, 180’, HD, b/n)

La dolce vita è diventato da subito un caso culturale, politico, di costume, che consacra Fellini come Autore (e Divo) di fama mondiale. Soprattutto, resta un film-mito, un film smisurato nella sua costruzione ad affresco in cui si passa liberamente dalle borgate pasoliniane alle ville della nobiltà, da via Veneto all’Eur, dal mondo del cinema a quello del Vaticano. A unire i quadri è il giornalista Marcello la cui professione doppia perfettamente la curiosità, l’erranza geografica e sociale su cui è costruito il film.

Mar 20, h. 17.30 – Ingresso gratuito riservato ai soci AIACE