The 1960s Grand Tour and its Afterlife

Negli anni Sessanta, gli autori del New American Cinema, riannodando il filo delle avanguardie storiche degli anni Venti, ripensano le forme del cinema sperimentale. Si tratta di una stagione di grande ricchezza e complessità, che avrà una vasta eco nello scenario internazionale. Per ragionare sulle modalità di circolazione dei film dell’Underground americana al di là dell’Atlantico e sull’influenza che queste opere hanno avuto sulla produzione sperimentale europea, l’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e con l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, organizza, il 26 maggio, una giornata di studi cui partecipano docenti italiani e stranieri, dal titolo The New American Cinema Group in Europe: The 1960s Grand Tour and its Afterlife. La mattina, che si svolgerà presso la sala 3 del Massimo, vedrà, oltre agli interventi dei relatori, anche la proiezione di un’intervista a Jonas Mekas realizzata nel 1993 dall’ANCR e fino a ora rimasta inedita. Nel pomeriggio il convegno si trasferisce presso l’auditorium “Guido Quazza” dell’Università (Palazzo Nuovo). Nei giorni 24 e 25 maggio, in preparazione del convegno, il Museo presenta una retrospettiva che include alcuni dei film più significativi del New American Cinema, da Hallelujah the Hills (1963) e The Brig (1964) dei fratelli Mekas, i quali rappresentano la principale forza organizzativa e di elaborazione teorica del movimento, a Vinyl (1965) di Andy Warhol, fino alle straordinarie opere di Stan Brakhage.

 

Castro streetBruce Ballie
Castro Street
(Usa 1966, 10’, 16mm, b/n)

Ispirato a una lezione di Erik Satie. Un film a forma di strada – Castro Street – che corre dalla Standard Oil Refinery a Richmond, in California, lungo un paesaggio che alterna motori, serbatoi di raffineria, camini ed edifici. Tutti gli elementi sonori e visivi appartengono alla strada.

Mar 24, h. 15.45

 

 

 

 

 

chumlumRon Rice
Chumlum
(Usa 1964, 26’, HD, b/n)

Una sorta di sogno bizzarro con colori sgargianti. Con Jack Smith, Beverly Grant, Mario Montez, Joel Markman, Frances Francine, Guy Henson, Barry Titus, Zelda Nelson, Gerard Malanga. Musica di Angus McLise.

Mar 24, h. 15.55

 

 

 

 

 

notes-on-the-circusJonas Mekas
Notes on the Circus
(Usa 1966, 13’, HD, col.)

“Girato in tre sessioni come i tre anelli del film. Colori, movimenti e ricordi di un circo. Montato direttamente in macchina. Suono della jug band di Jim Kweski. Dedicato a Kenneth Anger che ha fornito le pellicole Ektachrome, in uno dei miei tanti periodi di povertà” (J. Mekas)

Mar 24, h. 16.30

 

 

 

 

 

the brigJonas Mekas
The Brig
(Usa 1964, 68’, HD, col., v.o. sott.it.)

The Brig è la ripresa cinematografica dell’omonimo dramma di Kenneth Brown, allestito a opera del Living Theatre il 25 febbraio del 1964, al Midway Theatre di New York. Un testo breve diviso in due atti e sei scene che descrive con dovizia di particolari una giornata (dalla sveglia dei reclusi, alle quattro del mattino, fino all’ora di tornare a letto), nella prigione militare di Okinawa, nel Giappone del 1957.

Mar 24, 16.45

 

 

 

 

Andy_Warhol_VinylAndy Warhol
Vinyl
(Usa 1965, 70’, video, b/n, v.o. sott.it.)

Sei anni prima di Arancia meccanica, Andy Warhol propone la sua versione del romanzo di Anthony Burgess – o meglio, dei momenti salienti – raccontando nello spazio di 4 lunghi piani-sequenza l’allucinante esperienza di un giovane teppista, Victor (Gerard Malanga), sottoposto alle torture del trattamento di rieducazione che lo renderanno innocuo, remissivo, schiavo e vittima del sistema contro il quale si era ribellato.

Mar 24, h. 18.00

 

 

 

Hallelujah the hills

Adolfas Mekas
Hallelujah the Hills
(Usa 1963, 82’, HD, b/n, v.o. sott.it.)

Un’eccentrica e originalissima commedia d’amore, uno dei primi lungometraggi del cinema indipendente americano, scritto, diretto e montato da Adolfas Mekas. L’intreccio riguarda due uomini, Jack e Leo, che si sono conosciuti corteggiando la stessa donna per sette anni. Il film inizia nell’autunno dell’ottavo anno, quando entrambi gli uomini vanno a casa di Vera nel Vermont per farle una tardiva proposta di matrimonio. Ma scoprono che ha sposato un altro uomo. Così, partono insieme per una gita nei boschi, e le loro avventure comiche si intrecciano con ricordi dei loro rispettivi ricordi con Vera.

Mar 24, h. 19.15

 

 

 

The_Text_of_LightStan Brakhage
The Text of Light
(Usa 1974, 67’, 16mm, col.)

Film girato attraverso un posacenere di vetro. Questa lente non comune genera un’immagine altrettanto insolita del mondo. La densità e la forma del vetro sottraggono la prospettiva lineare al campo visivo. Gli oggetti perdono la loro specificità, i loro contorni si fanno masse di luce e colore.

Mer 25, h. 20.00

 

 

 

 

dog star manStan Brakhage
Dog Star Man
(Usa 1961-64, 87’, 16mm, col.)

Descritto come “epopea cosmologica” e “mito della creazione”, Dog Star Man illustra, in cinque episodi l’odissea di un boscaiolo che si arrampica su una montagna innevata con il suo cane per abbattere un albero. Mentre lo fa, assiste a varie visioni mistiche con immagini ricorrenti.

Mer 25, h. 21.10