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I documentari di Internazionale

Il Museo Nazionale del Cinema e l’Associazione Find The Cure Italia portano a Torino la rassegna Mondovisioni, organizzata da CineAgenzia insieme al settimanale «Internazionale», che presenta da oltre dieci anni i più appassionanti e urgenti documentari su attualità, diritti umani e informazione, selezionati dai maggiori festival e proposti in esclusiva per l’Italia. Dopo il debutto al festival Internazionale a Ferrara, la rassegna sta circuitando nelle sale di tutta la penisola. Parte dell’incasso sarà devoluto ai progetti di Find The Cure in Africa e India.

 

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Theatre of violenceEmil Langballe/ Lukasz Konopa
Theatre of Violence
(Danimarca/Germania 2023, 105’, DCP, col., v.o. sott.it.)

Si può essere insieme carnefici e vittime? È la domanda posta da Krispus Ayena, avvocato difensore presso la Corte Penale Internazionale dell’Aia. Il suo cliente, Dominique Ongwen, all’età di 9 anni è diventato uno degli almeno 20.000 bambini rapiti in Uganda dal Lord’s Resistance Army del leader ribelle Joseph Kony. Ongwen ha subito il lavaggio del cervello da parte di Kony, che ha usato una combinazione di cristianesimo, stregoneria e tortura per trasformare i bambini in spietati soldati dell’LRA, nella ribellione contro il presidente Museveni. Ongwen imparò che si trattava di uccidere o essere uccisi, e scalò le gerarchie prima di arrendersi e finire all’Aia, imputato in un processo destinato a fare storia.

Mar 5, h. 20.30 – Il film è introdotto da Alessandro Rocca

 

 

 

SEVEN_WINTERS_LR-700x990Steffi Niederzoll
Seven Winters in Tehran
(Francia/Germania 2023, 99’, DCP, col., v.o. sott.it.)

Teheran, 7 luglio 2007: Reyhaneh Jabbari, 19 anni, ha un incontro di lavoro con un nuovo cliente. Lui tenta di violentarla, lei lo accoltella e fugge. Più tardi, viene arrestata e accusata di omicidio. Nonostante le numerose prove di legittima difesa, Reyhaneh in tribunale non ha alcuna chance, perché il suo aggressore era un uomo potente che, anche da morto, viene protetto da una società patriarcale. Grazie a video registrati in segreto forniti dai familiari, alle loro testimonianze, e alle lettere scritte da Reyhaneh, il film ripercorre il processo, la detenzione e il destino di una donna diventata simbolo di resistenza per un intero Paese.

Mar 19, h. 20.30 – Prima del film letture da “Ferite a Morte”, a cura di Germana Pasquero e Esther Ruggiero