Reazione a catena

“Un regista che era in grado di catturare come pochi altri il senso onirico fondato sull’incubo” ha detto Tim Burton. E come lui, diversi autori internazionali – da Joe Dante a Quentin Tarantino, da Guillermo Del Toro a Nicolas Winding Refn – hanno omaggiato Mario Bava pubblicamente. Il TOHorror Fantastic Film Fest, in partnership con Sentieri Selvaggi, rende omaggio ai cinquant’anni di uno dei film più rivoluzionari del “maestro del macabro”, uno dei pochi di cui si disse soddisfatto: Reazione a catena ci mostra un cinema ancora in grado di lasciare il segno e sempre pronto a stupire. Cerniera fra giallo all’italiana e slasher americano, una pellicola attualissima per il senso di costernazione verso l’agire umano. Con un cast d’eccezione in cui spiccano Laura Betti e Claudio Volonté, che per Bava era “meglio del fratello, più selvaggio”.

 

reazione-a-catena-1971-bava-posterMario Bava
Reazione a catena
(Italia 1971, 84′, DCP, col.)

L’anziana contessa proprietaria di una baia viene assassinata dal marito, a sua volta ucciso e fatto sparire. Dopodiché un architetto, due giovani coppie, un pescatore e un entomologo vengono travolti da una serie di accadimenti violenti, e presto il mistero trova la sua bieca spiegazione.

Mar 7, h 21.00 – Introduzione di Alessandro Amato. Dopo la proiezione, collegamento con Davide Di Giorgio, curatore del volume Mario Bava: il rosso segno dell’illusione (Ed. Sentieri Selvaggi)