10 e LUCE
100 anni di Istituto Luce
L’Istituto Luce festeggia i 100 anni dalla fondazione. Per celebrare al meglio questo speciale anniversario, Luce Cinecittà riporta nei cinema italiani alcuni grandi film che hanno fatto la storia della sua distribuzione. “La grande Storia. Le nostre storie. Le commedie. Gli sguardi d’autore su come è cambiato il paese e la società. Grandi interpreti, grandi sceneggiature, un ritratto del cinema italiano di qualità in 10 perle, da scoprire e riscoprire”. Un film al mese per 10 mesi.
Alice Rohrwacher
Corpo celeste
(Italia 2011, 99’, DCP, col.)
Marta ha 13 anni ed è tornata a vivere alla periferia di Reggio Calabria (dove è nata) dopo aver trascorso 10 anni in Svizzera. Con lei ci sono la madre e la sorella maggiore che la sopporta a fatica. La ragazzina ha l’età giusta per accedere al sacramento della Cresima e inizia a frequentare il catechismo. Si ritrova così in una realtà ecclesiale contaminata dai modelli consumistici, attraversata da un’ignoranza pervasiva e guidata da un parroco più interessato alla politica e a fare carriera che alla fede.
Martedì 18 novembre 2025, h. 20.30 – Sala 2
Marco Risi
L’ultimo Capodanno
(Italia 1998, 100’, DCP, col.)
Il film è suddiviso in vari episodi grotteschi, ambientati durante l’ultimo giorno dell’anno. Ci sono due ragazzi in cerca di droga, tre ladri che tentano di svaligiare lo studio di un avvocato, una famigliola felice e apparentemente tranquilla, una moglie che scopre per caso il tradimento del marito con una sua amica, un’anziana contessa che organizza un veglione nel proprio appartamento con tanto di giovane gigolò e una donna che decide di togliersi la vita, ingerendo diverse pastiglie, perché non si rassegna all’assenza del marito, disperso in Cambogia. Tratto da L’ultimo capodanno dell’umanità di Niccolò Ammaniti.
Martedì 16 dicembre 2025, h. 20.30 – Sala 2
Ermanno Olmi
L’albero degli zoccoli
(Italia 1978, 175’, DCP, col.)
La vita contadina in una cascina lombarda dell’inizio del Novecento, vista attraverso le vicissitudini delle quattro famiglie che dividono il caseggiato: il ciclo dell’agricoltura, le nascite, il rapporto con il bestiame e quello con le rare figure esterne. Sullo sfondo si fanno strada gli echi di una società che sta cambiando.
Mar 20 gennaio 2026, h. 20.00

Liliana Cavani
Il portiere di notte
(Italia 1974,122’, DCP, col.)
Vienna, 1957. In un hotel di gran lusso lavora il portiere Max, ex-ufficiale nazista. Il caso vuole che all’hotel riappaia Lucia, ex-deportata con la quale a suo tempo Max aveva intrecciato una relazione fondata sulla paura e il sadismo.
Mar 17 febbraio, h. 20.30 – Sala 2
Valerio Zurlini
Il deserto dei Tartari
(Italia 1976, 140’, DCP, col.)
Il tenente Giovan Battista Drogo, di fresca nomina, viene assegnato alla fortezza Bastiani, un avamposto ai confini dell’impero che si trova dinanzi al deserto anticamente abitato dai Tartari. Qui attende ansiosamente insieme ai compagni di potersi misurare con i nemici. I giorni però trascorrono interminabili e tutti uguali: egli si ammala e muore senza aver potuto combattere. Tratto dal romanzo di Dino Buzzati.
Mar 17 marzo, h. 20.30 – Sala 2
Gianni Amelio
Porte aperte
(Italia 1990, 108’, DCP, col.)
Tommaso Scalia è un impiegato licenziato in quanto accusato di furto. Convinto che ciò sia accaduto ingiustamente uccide il capoufficio, il collega che ha preso il suo posto e, dopo averla violentata, sua moglie. Viene arrestato e processato con la prospettiva concreta della condanna a morte. Il giudice a latere Vito Di Francesco farà di tutto affinché la condanna venga tramutata in ergastolo portando alla luce anche verità scomode per gli accusatori di Scalia. Dal romanzo di Leonardo Sciascia, con Ennio Fantastichini e Gian Maria Volonté.
Mer 29 aprile, h. 20.30






