I Fantastici 4 di Film Tv

Copertina film
Dal 14/01/2026
al 21/01/2026

E’ possibile acquistare i biglietti online fino a due ore prima dell’orario d’inizio di ogni spettacolo.

Quattro film più un corto per promuovere il cinema italiano che non si vede nei circuiti tradizionali ma che hanno storie importanti da raccontare. La rivista FilmTv li sostiene e ne promuove la diffusione, noi li programmeremo tra gennaio e febbraio. “Sono fatti con poco, a livello di budget, ma con tanto per quanto riguarda l’inventiva, l’immaginazione, la messa in discussione delle forme, la capacità di pensare un cinema diverso. Sono opere sorprendenti, che sfidano il realismo imperante, che sovvertono le regole, opere che cercano la crisi, la provocazione, il paradosso”. (Giulio Sangiorgio).

 

Astrid s Saints

Mariano Baino
Astrid’s Saints
(Italia 2024, 106’, DCP, col.)
La straziante storia di Astrid, una madre in lutto che vive isolata in un mondo ambiguamente sospeso tra il soprannaturale e le sofferenze terrene, convinta che le sue preghiere possano riportarle indietro il suo amato figlio. “Non un semplice film dell’orrore, ma un’opera unica, un arditissimo e commovente scavo tra gli spettri luttuosi di una donna, una performance da teatro d’avanguardia, assillante, fisica, struggente, tutta sul corpo di Coralina Cataldi-Tassoni”.
Mer 14, h. 20.45 – Al termine incontro con Mariano Baino e Coralina Cataldi-Tassoni

 

 

fratello documentario 

Diego Fossati
Per finta
(Italia 2025, 17’, DCP, col.)
Gli adulti non ci sono. I bambini giocano, recitano. Il copione che mettono in scena attraverso l’imitazione è il mondo che li sta crescendo. È un mondo spaventoso, crudele: siamo noi. Ma loro stanno solo fingendo.
Mer 21, h. 20.30

Diego Fossati
Fratello documentario
(Italia 2024, 40’, DCP, col.)
“Vedere ed essere visti. Che rapporto c’è tra la realtà e chi la filma? E nel caso in cui questa realtà sia una persona, qual è la relazione che si crea tra il “documentato” e il documentarista? Di base c’è sempre una disparità, uno squilibrio a favore del secondo fattore dell’equazione, di chi controlla lo strumento di potere, ovvero la macchina da presa. Filmare del resto è un atto violento. Pochi riflettono su questo punto. Ma cosa potrebbe accadere se la realtà se ne accorgesse?”
Mer 21, h. 20.50