19 ottobre
Viaggio nella comunità transgender più grande e antica d’Europa, quella di Napoli, condotto attraverso il racconto di sette femmenelle tra ritualità secolare e conflittualità contemporanee. Prima dell’identità trans, e diversamente dall’identità trans, c’erano una volta (e ci sono ancora) i femminielli – o femmenelle, in napoletano. Una comunità riccamente rappresentata nell’immaginario popolare e ormai divenuta simbolo di qualcosa che va ben oltre la specificità locale: un modo di abitare il genere che incarna insieme marginalità e possibilità di integrazione.
Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo
Ballata Femmenella
(Italia 2026, 96’, DCP, col.)
Abituate da sempre a mettersi in scena, ma più raramente interrogate in prima persona, in questo documentario le femmenelle prendono finalmente parola. Raccontano le loro vite, i desideri e le aspettative per il futuro, le difficoltà e le lotte per il riconoscimento e la dignità. Sfilano così volti più o meno noti, tra cui Porpora Marcasciano, la Tarantina, l’attivista Loredana Rossi, e la prima coppia transgender a sposarsi in Italia, composta da Tommy Florek e Samantha Acierno. Sullo sfondo (ma in realtà al centro della scena) una Napoli come sempre teatro di conflitti fecondi.
Lun 19, h. 20.30

