Lavori in Corto 2026 – I cento passi per il lancio dell’undicesima edizione
Il tema dell’undicesima edizione di Lavori in corto è la prossimità come pratica di democrazia profonda e lo condivide con la Biennale della Prossimità che si svolgerà a Torino nel mese di ottobre a ridosso del festival curato dall’AMNC. In un momento storico di incertezza globale, il richiamo a una dimensione di prossimità non è nostalgia o ridimensionamento, ma piuttosto riappropriazione della possibilità di agire, di costruire e trasformare per il bene comune. Lavori in corto e la Biennale hanno fatto proprie le parole di di Arjun Appadurai: La democrazia profonda è la democrazia più prossima, del quartiere, della comunità che si esprime nelle pratiche quotidiane della condivisione. Il cinema, soprattutto quello che viene dal basso, che nasce dall’urgenza del racconto e non da logiche produttive e di mercato, può rappresentare uno stimolo alla discussione. Già nelle precedenti edizioni di Lavori in corto era emersa la capacità del cinema di cogliere e raccontare temi sociali rilevanti con punti di vista originali nelle forme e nei soggetti, sia nei cortometraggi della rassegna competitiva che nelle proiezioni fuori concorso; sviluppare le occasioni di connessione tra operatori culturali, artistici e sociali è anche un modo per realizzare un’idea di pratica della democrazia rinnovata, vicina e profonda. Il bando di concorso rimarrà aperto fino al 30 giugno 2026: il primo premio è dedicato ad Armando Ceste, autore di Liberaterra, il premio giovani è intitolato a Vittorio Arrigoni, mentre il premio Marina Panarese è rivolto a registə italianə e stranierə di seconda generazione. Per l’occasione sarà proiettata in anteprima torinese la versione restaurata de I cento passi alla presenza dello sceneggiatore Claudio Fava. Ricordiamo che il 21 marzo Torino ospiterà la 31a Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Info: www.amnc.it – lavorincorto@gmail.com | Facebook AssociazioneMuseodelCinema – Lavorincorto | Instagram @associazionemuseodelcinema – @lavorincorto
Marco Tullio Giordana
I cento passi
(Italia, 2000, 114’, DCP, col.)
Siamo negli anni ‘60 a Cinisi, in Sicilia, dove la mafia domina e controlla la vita quotidiana dei cittadini, oltre agli appalti per l’aeroporto di Punta Raisi e il traffico della droga. Il giovane Peppino Impastato (Luigi Lo Cascio) entra nel vortice della contestazione, piegandola alle esigenze locali. Insieme a Salvo Vitale (Claudio Gioè) apre una radio dalla quale colpisce, con l’arma dell’ironia e della provocazione, i prepotenti locali, tra i quali il mafioso Zio Tano Badalamenti (Tony Sperandeo). Film premiato a Venezia, ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento.
Mar 17, h. 20.30 – Ingresso libero con la possibilità di prenotare su Eventbrite di Associazione Museo Nazionale del Cinema – Intervengono Claudio Fava, Vittorio Canavese, Massimo D’Amico, Valentina Noya e Lorenza Patriarca

