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Ritorno a Teruel – A novant’anni dalla guerra di Spagna
Novant’anni fa, il 17 luglio 1936, il colpo di Stato dei generali fascisti diede inizio alla guerra civile spagnola, che insanguinò il Paese per quasi tre anni e si concluse con la vittoria dei nazionalisti e l’instaurazione della lunga e feroce dittatura di Francisco Franco. Per ricordare questo evento — da molti definito la prova generale della Seconda guerra mondiale — l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e il Museo del Cinema propongono due grandi film che, in modi diversi e a distanza di anni, raccontano la guerra civile e le sue conseguenze con grande poesia e verità.
Sierra de Teruel (Espoir) di André Malraux, realizzato tra mille difficoltà alla fine della guerra, nel 1938, è una straordinaria epopea di una guerra ormai perduta ma ancora luminosa per la forza morale di chi combatté in difesa della Repubblica e dei suoi valori contro il golpe fascista. Come ricorda lo scrittore Max Aub, collaboratore di Malraux alla sceneggiatura:
«In questo film, disuguale e frammentario, malgrado tutto si può riconoscere uno dei grandi momenti del cinema del nostro tempo — del mio tempo — dell’epoca in cui il fascismo non cercava di camuffarsi e noi tentammo di lanciare, sopra la poesia della solitudine e della morte, un ponte di fraternità umana. Ma il ponte crollò; rimangono queste rovine. Non si tratta di un documentario, ma di un documento: un omaggio del popolo spagnolo ai tanti combattenti venuti da tutto il mondo per difenderlo e, contemporaneamente, un omaggio di questi al popolo spagnolo, difensore del proprio onore e della propria libertà.»
Trentacinque anni dopo, nel 1973, ormai agli sgoccioli della dittatura franchista, il giovane regista Víctor Erice realizza, al suo esordio cinematografico Lo spirito dell’alveare, un film capace di evocare con straordinaria intensità l’atmosfera di angoscia e paura dei primi anni Quaranta, gli anni più bui del franchismo: la cappa di piombo del dopoguerra, la solitudine, il silenzio rotto soltanto dalla curiosità ingenua e piena di grazia della piccola Aña, la protagonista. Sullo sfondo di una guerra civile che ha distrutto i legami tra le persone e la comunità, e che continua a lasciare scie di sangue, l’infanzia — con il suo sguardo limpido, poetico e innocente — riesce ancora a dare senso a un mondo impazzito e dolente.
Victor Erice
Lo spirito dell’alveare (El espíritu de la colmena)
(Spagna 1973, 97’, Hd, col., v.o. sott. it)
Dopo aver visto il film il Dottor Frankenstein, la piccola Aña è interessata morbosamente ai mostri. Attraverso le sue fantasie legate a Frankenstein, Aña si interroga sul significato del male e della morte. Le immagini del film finiscono per confondersi con quelle della realtà, soprattutto quando incontra un miliziano ferito e in fuga che aiuta in tutti i modi. Quando la Guardia Civil lo ucciderà, lei ritornerà alla sua vita da bambina con una nuova e dolorosa consapevolezza.
Ven 3 luglio, h. 20.45 – Il film è introdotto da Alessandro Signetto
André Malraux, Boris Peskine
Sierra de Teruel
(Spagna 1945, 78’, Hd, b/n, v.o. sott. it.)
Nel 1938 lo scrittore francese André Malraux si reca a Barcellona per girare l’adattamento cinematografico del suo romanzo L’Espoir. Ex combattente della Guerra Civile, Malraux vuole contrastare la propaganda franchista con un film di guerra raccontato dal punto di vista repubblicano. Le riprese, avvenute tra il 1938 e 1939, si trasformano in una vera e propria odissea per il regista e la sua troupe. Il film dovette essere completato in Francia e venne presentato solo sei anni più tardi.
Sab 4 luglio, h. 20.30 – Il film è introdotto da Paola Olivetti

