Black History Month

Copertina film
Dal 06/02/2026
al 20/02/2026

E’ possibile acquistare i biglietti online fino a due ore prima dell’orario d’inizio di ogni spettacolo.

Black History Month
Colonialismo, donne, potere arte e sport

6-20 febbraio

Nel 2026, il Black History Month Torino si concentrerà su 3 temi principali: colonialismo commerciale, donne e potere, protagonisti nell’arte e nello sport. Erede di una tradizione storica e internazionale che risale al 1926, cercherà per la quarta volta nella nostra città di celebrare e diffondere la storia degli afrodiscendenti anche attraverso il cinema con la proiezione di quattro film (il quarto, Banel e Adama all’interno del programma di Mondi Lontani Mondi Vicini, lunedì 23 febbraio).

 

sira 1

Apolline Traoré
Sira
(Burkina Faso/Francia/Germania/Senegal 2023, 122’, DCP, col., v.o. sott. it.)

Dopo un brutale attacco, una giovane nomade di nome Sira rifiuta di arrendersi al suo destino senza combattere e prende invece posizione contro il terrore islamista. Sola e vivendo dei frutti della terra, Sira si accampa in una grotta e attende con pazienza il momento giusto per colpire. Un contrappunto femminista all’attuale cronaca della regione del Sahel.

Ven 6, h. 20.30

 

Dirty Difficult Dangerous

Wissam Charaf
Dirty, Difficult, Dangerous
(Francia/Italia/Libano 2022, 85’, DCP, col., v.o. sott. it.)

Beirut. Libano. Oggi. Ahmed, un rifugiato siriano, e Mehdia, un’immigrata etiope che lavora come domestica, vivono un amore clandestino nelle strade di Beirut. Mentre Mehdia cerca di svincolarsi dai suoi datori di lavoro, Ahmed, affetto da una misteriosa malattia, si guadagna da vivere vendendo metalli di riciclo. Decidono di fuggire alla disperata ricerca di una vita migliore.

Ven 13, h. 20.30

 

Mettere radici

Alan Dater, Lisa Merton
Mettere radici: Il punto di vista di Wangari Maathai
(Usa 2008, 80’, DCP, col., v.o. sott. it.)

Nessuno poteva immaginare che piantare alberi per carburante, cibo e legname potesse essere un primo passo verso l’attribuzione del Premio Nobel. Grazie a questo semplice gesto, Wangari Maathai, dal Kenya, ha aperto la strada al risanamento della terra del suo paese da un secolo di deforestazione. Soprattutto ha fornito alle donne povere ed emarginate gli strumenti per partecipare alla politica delle loro comunità, con l’obiettivo di porre fine alla dittatura del Kenya, che durava da ventiquattro anni.

Ven 20, h. 20.30