Cioccolatò
Il cioccolato nei film
13, 14 febbraio
L’edizione 2026 di Cioccolatò vedrà il coinvolgimento del Museo del Cinema con la proiezione di due film, tra i tanti che hanno reso omaggio al cibo degli dei. Il classico Come l’acqua per il cioccolato, tratto dal libro della scrittrice messicana Laura Esquivel dal titolo Dolce come il cioccolato, e l’iconico Gran Budapest Hotel di Wes Anderson, che si i ispira agli scritti dello scrittore austriaco Stefan Zweig, in particolare il libro di memorie Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo.
Alfonso Arau
Come l’acqua per il cioccolato (Como agua para chocolate)
(Messico 1992, 110’, col., v.o. sott.it.)
Messico, primi anni del Novecento. Nella piccola cittadina di Piedras Negras, si svolge un’intensa storia d’amore tra il giovane Pedro Muzquiz e l’adolescente Tita de La Garza, che però non può sposarsi per assistere la madre durante la vecchiaia. Pedro, pur di rimanere accanto al suo amore, sposa Rosaura, la sorella maggiore di Tita, continuando nella clandestinità il loro rapporto appassionato. Tita, che ha ereditato tutti i segreti culinari dalla cara e cuoca Nacha, utilizzerà i suoi piatti elaborati ei suoi dolci al cioccolato per comunicare con Pedro.
Ven 13, h. 18.15
Wes Anderson
Gran Budapest Hotel
(Usa 2014, 100’, v.o. sott. it.)
La storia ruota attorno ai Courtesans au Chocolat piccoli pasticcini alla crema, ricoperti di glassa colorata e preparati dalla pasticceria Mendl’s nella fantastica Repubblica di Zubrowka. Qui, arroccato sui monti, si trova l’affascinante Grand Budapest Hotel frequentato da ricche ed eleganti signore e gestito da Monsieur Gustave. Quando, però, Madame D. muore, viene accusato del suo omicidio proprio il concierge che ha ereditato da lei un preziosissimo dipinto. Sarà il tuttofare dell’albergo e la pasticcera a dover risolvere l’enigma.
Sab 14, h. 18.30



