14° Torino Jazz Festival

Copertina film
Dal 26/04/2026
al 29/04/2026

E’ possibile acquistare i biglietti online fino a due ore prima dell’orario d’inizio di ogni spettacolo.

26-29 aprile

In occasione della quattordicesima edizione del Torino Jazz Festival, proponiamo una rassegna con cinque film in programma al cinema Massimo, in un percorso che segue le linee del festival stesso, tra John Coltrane e Miles Davis, di cui ricorre il centenario e un omaggio alle orchestre sperimentali.

 

Gilles Groulx
Le chat dans le sac
(Canada 1964, 74’, DCP, b/n, v.o. sott.it.)

Claude e Barbara sono una giovane coppia di Monreal. Claude legge teorie postcoloniali e pensatori rivoluzionari (Fanon, tra gli altri) che trattano dei popoli oppressi in tutto il mondo. Scrive articoli e cerca di pubblicarli su vari giornali della città. Barbara frequenta corsi di teatro. Claude decide di lasciare la città per la campagna e chiede a Barbara di raggiungerlo in una casa rurale nei fine settimana. Un giorno, dopo l’ennesima discussione, Barbara se ne va. La colonna sonora è firmata da John Coltrane.

Dom 26, h. 20.30 – Introduzione a cura di Stefano Zenni

 

Don Cheadle
Miles Ahead
(Usa 2016, 100’, Hd, col., v.o. sott. it.)

Sono passati anni da quando la leggenda del jazz Miles Davis (Don Cheadle) è salito su un palco. Ora vive come un recluso nell’Upper West Side di New York. La cocaina è la sua unica compagna e sono rari i momenti in cui non abbia in mano un bicchiere o una sigaretta. Nonostante tutto, però, il celebre trombettista sta progettando il suo ritorno sulle scene. La sua privacy, però, viene disturbata da Dave Brill, giornalista di «Rolling Stone» che bussa alla sua porta per intervistarlo. Molto più di un semplice ‘biopic’.

Lun 27, h. 18.00 – Introduzione a cura di Stefano Zenni

 

Rolf de Heer
Dingo
(Australia 1991, 109’, Hd, col., v.o. sott. it.)

14 gennaio 1969. Un jet viene dirottato verso l’outback australiano, più precisamente nella città di Poona Flat. Gli abitanti locali, incuriositi dall’evento, si riversano nell’aeroporto e qui scoprono che a bordo del velivolo c’è il celebre trombettista Jazz Billy Cross (Miles Davis) con la sua band. Una volta sbarcati, i musicisti improvvisano una session di fronte agli astanti. Tra loro c’è anche il 12enne John ‘Dingo’ Anderson e l’avvenimento segnerà per sempre la sua vita. Musiche di Miles Davis e Michel Legrand.

Mar 28, h. 18.00 Al film è abbinato Il re è Miles. W il re (Italia 1991, 14’, col.) speciale su Miles Davis realizzato da Wolfango Tedeschi per Videomusic in occasione del viaggio in Italia del trombettista nel 1988 (Collezione Museo Nazionale del Cinema – Fondo Videomusic) – Introduzione a cura di Enrico Merlin

 

Luigi Taccone
Instabile ma non troppo. L’Italian Instabile Orchestra
(Italia 2026, 60’, Hd, col.)

L’Italian Instabile Orchestra è una big band jazz italiana fondata nel 1990 nell’ambito dell’Europa Jazz Festival di Noci, dal trombettista Pino Minafra con Vittorino Curci e Riccardo Bergerone. Un progetto unico nel mondo che in più di trent’anni di attività viene descritto ora in un documentario di Luigi Taccone, che ha raccontato la band nei suoi viaggi, grandi successi e incontri di personalità forti e differenti che nella musica hanno trovato una mirabile sintesi.

Mer 29, h. 18.45

Al film è abbinato il seguente cortometraggio:

Silvia Papa Giachello e Yalmar Destefanis
Petricore (Work in Progress)
(Italia 2026, 20′)
Periferia metropolitana. 10 giovani torinesi ridefiniscono i confini della città e della musica in un’esperienza di convivenza, composizione e improvvisazione collettiva. Petricore anticipa un lavoro più ampio su Pietra Tonale, collettivo di musicisti torinesi, esempio virtuoso di collaborazione tra mondi e sensibilità diverse in nome della musica e dell’impegno sociale. I due registi seguono da anni il collettivo, lo raccontano con uno sguardo altrettanto sperimentale, fra cinema veritè e arti visive. Riprese intime del quotidiano si alternano a vorticose sinfonie visive che ne restituiscono la vitalità e l’urgenza creativa.
Il lavoro proseguirà affiancando a questo ritratto collettivo le voci dell’Italian Instabile Orchestra, progetto per molti versi affine a quello dei protagonisti del film, e di altri musicisti sul tema dell’improvvisazione, in modo da offrire una prospettiva più ampia sulla ricerca musicale che Pietra Tonale incarna, mentre accoglie anche le policrome, multiformi influenze musicali del III millennio. Per seguirne gli sviluppi: www.silviapapa.it